Psicologa per bambini e adolescenti a Milano

Valutazione psicologica e neuropsicologica in età evolutiva

Una valutazione psicologica non è un esame da superare e nemmeno un rito di passaggio: è un modo strutturato di rispondere a una domanda che qualcuno si sta facendo su un bambino. La domanda può venire dalla scuola, dal pediatra, dai genitori stessi; il mio compito è trasformarla in una risposta utile.

In questa pagina spiego come organizzo le valutazioni nella sede di Milano: che cosa comprendono, come si svolgono e che cosa la famiglia si porta a casa alla fine.

Da dove nasce la richiesta

Le domande che arrivano in studio sono diverse tra loro e aprono strade diverse. Un conto è verificare un sospetto specifico, come l'ADHD; un altro è capire perché un bambino sembra in difficoltà senza che nessuno riesca a dire dove; un altro ancora è aggiornare un quadro già noto in vista di un passaggio scolastico. Per questo non esiste una valutazione standard: gli strumenti si scelgono a partire dalla domanda, non il contrario.

Che cosa comprende, in pratica

Il formato varia da caso a caso, ma l'ossatura è questa:

  • Un primo incontro con i genitori, senza il bambino: mi serve capire che cosa accade, da quanto tempo, in quali contesti e che cosa è già stato tentato.
  • Gli incontri con il bambino o il ragazzo: prove standardizzate scelte in base alla domanda, alternate a momenti più liberi di conversazione e di gioco, con tempi adatti all'età.
  • Quando è utile, i questionari per genitori e insegnanti: alcuni comportamenti si vedono solo nei contesti di vita reale, non nella stanza di uno studio.
  • La restituzione ai genitori e, con parole adatte, al bambino stesso: chi è stato valutato ha il diritto di sapere che cosa è emerso.

Bisogni e risorse: lo strumento CANS

Sono abilitata all'uso del CANS (Child and Adolescent Needs and Strengths), uno strumento che obbliga a guardare due volte: ai bisogni del bambino, ma anche alle risorse sue e del contesto in cui cresce. È un'impostazione che sento mia: un elenco di sole mancanze non dice da dove ripartire, e un percorso si costruisce sempre appoggiandosi a ciò che già funziona.

E dopo?

La valutazione si chiude con una relazione scritta e con indicazioni operative. A volte la risposta è rassicurante e non serve altro; a volte indica un percorso con me; a volte la strada giusta è un invio mirato. Nella sede di Milano questo passaggio è semplice, perché i professionisti a cui inviare lavorano accanto a me:

Valutazione neuropsicologicaDSAAutismo

Una valutazione è riuscita quando, alla fine, i genitori sanno spiegare con parole loro che cosa è emerso e che cosa si fa adesso. È il risultato a cui tengo di più, ed è anche il metro giusto per giudicare il lavoro fatto con me.

Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'équipe della sede di Milano:

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Revisione clinica del 17 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Maria Teresa Cusumano - Ordine degli Psicologi della Lombardia — n. 27659.

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