Psicologa per bambini e adolescenti a Milano
Ansia e ossessioni in bambini e adolescenti
Nei bambini e negli adolescenti l'ansia raramente si presenta con il proprio nome. Può manifestarsi come un mal di pancia che compare solo prima di andare a scuola, una paura che rende difficile addormentarsi da soli, continue richieste di rassicurazione o il bisogno di evitare situazioni vissute come troppo difficili. Per questo motivo non è sempre facile riconoscerla: spesso si esprime attraverso comportamenti che, a prima vista, sembrano avere tutt'altra origine.
Anche le ossessioni e i comportamenti compulsivi possono comparire in modo graduale, entrando nella quotidianità sotto forma di controlli ripetuti, rituali che diventano sempre più lunghi o pensieri che il bambino sente di non riuscire a mettere da parte. Quando queste difficoltà iniziano a limitare la serenità del bambino o della famiglia, è importante comprenderne il significato e intervenire in modo adeguato.
In questa pagina si spiega come viene affrontato il percorso di valutazione e di sostegno iniziale, quale ruolo hanno i genitori e in quali situazioni è indicato un percorso di psicoterapia, svolto in collaborazione con gli psicoterapeuti dell'equipe dello Studio.
Capire prima di intervenire
L'ansia può assumere forme molto diverse nelle varie fasi dello sviluppo. Una paura intensa a quattro anni non ha lo stesso significato della stessa paura a undici, così come un comportamento che in un bambino può essere fisiologico, in un altro può rappresentare un segnale di disagio. Per questo motivo non si interviene partendo dal sintomo, ma cercando di comprenderne il significato, il contesto in cui compare e l'impatto che ha sulla vita quotidiana del bambino e della sua famiglia.
Il percorso inizia con una fase di approfondimento clinico, che può comprendere colloqui con i genitori, incontri con il bambino o il ragazzo e, quando indicato, l'utilizzo di strumenti di valutazione. L'obiettivo è condividere con la famiglia una lettura chiara della situazione e individuare insieme il percorso più appropriato.
La fase iniziale permette di comprendere:
- Quando e in quali situazioni l'ansia si manifesta;
- Quanto interferisce con la vita quotidiana del bambino o del ragazzo;
- Quali strategie sono già state messe in atto dalla famiglia;
- se sia opportuno monitorare la situazione, avviare un Percorso di sostegno o proporre ulteriori approfondimenti.
Non tutte le paure richiedono un trattamento, ma tutte meritano di essere comprese. Distinguere ciò che rientra nello sviluppo da ciò che sta diventando fonte di sofferenza è il primo passo per scegliere l'intervento più adatto.
Il lavoro con il bambino o il ragazzo
Quando si decide di avviare un percorso di sostegno, il lavoro viene costruito in base all'età, alle caratteristiche del bambino o del ragazzo e agli obiettivi condivisi con la famiglia. Con i bambini più piccoli, la dott.ssa Cusumano utilizza il gioco, il disegno e materiali pensati per aiutarli a riconoscere e comprendere ciò che provano; con gli adolescenti lo spazio assume la forma di un dialogo, nel rispetto della loro autonomia e della riservatezza di cui hanno bisogno.
Quando l'ansia rappresenta la difficoltà principale, il percorso mira ad aiutare il bambino o il ragazzo a comprendere il funzionamento delle proprie emozioni, sviluppare strategie più efficaci e affrontare gradualmente le situazioni che tendono a evitare.
Se, invece, emergono sintomi compatibili con un disturbo ossessivo-compulsivo, l'obiettivo diventa riconoscere precocemente il quadro clinico, fornire una corretta comprensione del problema alla famiglia e orientare verso il trattamento più indicato, in collaborazione con gli psicoterapeuti dell'equipe.
Durante il percorso si lavora, in base alle necessità, su:
- Riconoscere e comprendere le emozioni e i segnali dell'ansia;
- Individuare i pensieri e i comportamenti che mantengono la difficoltà;
- Sviluppare strategie per affrontare gradualmente le situazioni temute;
- Rafforzare il senso di competenza e di autonomia del bambino o del ragazzo;
- Orientare tempestivamente verso un percorso psicoterapeutico quando il quadro clinico lo richiede.
Non tutte le forme di ansia richiedono un percorso psicoterapeutico. Quando, però, i sintomi sono persistenti, compromettono significativamente la vita quotidiana o fanno pensare a un disturbo ossessivo-compulsivo, è importante indirizzare il bambino o il ragazzo verso l'intervento più appropriato, senza ritardare la presa in carico.
Il ruolo dei genitori
Quando un bambino vive con l'ansia o con pensieri ossessivi, anche la famiglia finisce, spesso senza rendersene conto, per modificare le proprie abitudini nel tentativo di proteggerlo o ridurre il suo disagio. Si tratta di reazioni comprensibili, che nascono dal desiderio di aiutare, ma che talvolta possono contribuire a mantenere il problema nel tempo.
Per questo motivo il lavoro con i genitori rappresenta una parte fondamentale del percorso. Attraverso il racconto della quotidianità vengono individuate le situazioni in cui l'ansia prende più spazio e, insieme, si costruiscono strategie semplici e concrete da sperimentare nella vita di tutti i giorni. L'obiettivo non è cambiare tutto subito, ma introdurre piccoli cambiamenti che, nel tempo, possano favorire maggiore autonomia e sicurezza nel bambino o nel ragazzo.
Il lavoro con i genitori può aiutare a:
- Comprendere come l'ansia influisce sulla vita quotidiana della famiglia;
- Riconoscere i comportamenti che, pur con le migliori intenzioni, possono mantenere il problema;
- Imparare modalità di risposta più efficaci nelle situazioni difficili;
- Accompagnare gradualmente il bambino verso una maggiore autonomia;
- Affrontare il percorso con indicazioni pratiche e condivise.
Ansia e ossessioni coinvolgono spesso l'intero equilibrio familiare. Per questo il lavoro con i genitori non rappresenta un supporto "accessorio", ma una parte integrante del percorso.
Quando serve una psicoterapia strutturata
Non tutte le difficoltà richiedono un percorso di psicoterapia. In alcuni casi sono sufficienti un intervento di sostegno, il lavoro con la famiglia e alcune strategie mirate. Quando, invece, l'ansia o i sintomi ossessivi risultano particolarmente intensi, persistenti o compromettono in modo significativo la vita quotidiana, è importante orientarsi verso un trattamento psicoterapeutico strutturato.
In queste situazioni la dott.ssa Cusumano, che è psicologa e specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale, accompagna la famiglia nella comprensione del quadro clinico e nell'individuazione del percorso più appropriato, collaborando con gli psicoterapeuti dell'equipe dello Studio per garantire continuità tra la fase di valutazione e quella terapeutica.
Un invio alla psicoterapia può essere indicato quando:
- L'ansia limita in modo significativo la vita quotidiana del bambino o del ragazzo;
- Sono presenti sintomi compatibili con un disturbo ossessivo-compulsivo;
- Il disagio persiste nel tempo nonostante le strategie già messe in atto;
- E' necessario un intervento psicoterapeutico specialistico e continuativo;
- Il percorso beneficia della collaborazione tra più professionisti.
Chiedere il supporto dello specialista più adatto non significa cambiare strada, ma proseguire il percorso con gli strumenti più efficaci per quel momento.
L'ansia non va affrontata solo quando diventa insostenibile. Riconoscerla precocemente significa capire che cosa la alimenta e scegliere il modo più adatto per aiutare il bambino o il ragazzo, insieme alla sua famiglia. Un primo colloquio nella sede di Piazza Emilia n.5 nasce proprio con questo obiettivo.
Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'equipe della sede di Milano:
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Revisione clinica del 6 agosto 2026 a cura della Dott.ssa Maria Teresa Cusumano, psicologa - Ordine degli Psicologi della Lombardia - n. 27659.