Psicologa per bambini e adolescenti a Milano

Ansia e ossessioni in bambini e adolescenti

A questa età l'ansia raramente si presenta con il suo nome. Prende la forma di un mal di pancia che compare solo nei giorni di scuola, di un bambino che non riesce ad addormentarsi da solo, di un ragazzino che chiede per la decima volta la stessa rassicurazione. I genitori spesso la riconoscono tardi non per distrazione, ma perché si traveste bene.

Lo stesso vale per le ossessioni: rituali che allungano le serate, controlli ripetuti, domande a cui nessuna risposta basta mai. Qui sotto racconto che cosa faccio quando questi quadri arrivano nella sede di Milano, e anche che cosa non faccio da sola: la comprensione iniziale, il lavoro con i genitori e i casi in cui la strada giusta è una psicoterapia con i colleghi dell'équipe.

Capire prima di intervenire

Una paura intensa a quattro anni e la stessa paura a undici non hanno lo stesso significato: l'età, il contesto e l'impatto sulla vita quotidiana contano più del sintomo in sé. Per questo parto sempre da una fase di comprensione, breve ma accurata: colloqui con i genitori, incontri con il bambino, quando serve un questionario. Ne esce una decisione condivisa: monitorare, avviare un percorso o approfondire con altri specialisti.

Il lavoro con il bambino o il ragazzo

Quando si decide di avviare un percorso di sostegno, si procede per passi piccoli e concreti. Con i bambini uso il gioco e materiali adatti all'età per dare un nome a ciò che provano; con gli adolescenti lo spazio è più simile a una conversazione, con la riservatezza che chiedono e meritano. Sulle paure e sulle ansie la direzione è avvicinarsi per gradi a ciò che spaventa, invece di continuare a girarci intorno. Quando invece il quadro è dominato da ossessioni e rituali, il mio compito è un altro: riconoscerlo presto, aiutare famiglia e ragazzo a capire che cosa sta succedendo e preparare il terreno al trattamento adatto, che in questi casi è psicoterapeutico.

Il ruolo dei genitori

Nei colloqui con i genitori chiedo spesso di raccontarmi una serata qualunque, dall'uscita da scuola alla buonanotte: è lì che si vede quanto spazio si è preso il problema, e quante cose la famiglia ha già cambiato per contenerlo, quasi senza accorgersene. Da quel racconto partiamo per scegliere, una alla volta, le scene su cui provare a fare qualcosa di diverso: dai primi incontri i genitori escono con indicazioni piccole e molto pratiche, perché è più facile cambiare un momento preciso della giornata che «essere meno in ansia» in generale. Come e perché certi meccanismi familiari mantengono ansia e ossessioni è spiegato nelle schede cliniche collegate in fondo alla pagina.

Quando serve una psicoterapia strutturata

Sono psicologa e specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale: quando un quadro richiede una psicoterapia vera e propria, lo dico con chiarezza e costruisco l'invio insieme alla famiglia, a partire dagli psicoterapeuti dell'équipe dello Studio. Fare bene il proprio pezzo, e sapere quando passare la mano, fa parte del lavoro.

AnsiaDisturbo ossessivo-compulsivo (DOC)Fobie specificheMutismo selettivo

Un'ansia che restringe le giornate di un figlio non è una fase da aspettare a oltranza: prima si dà un nome a quello che sta accadendo, prima si può alleggerirlo. Un colloquio in Piazza Emilia 5 serve esattamente a questo.

Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'équipe della sede di Milano:

Prenota

Gli altri disturbi

Revisione clinica del 17 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Maria Teresa Cusumano - Ordine degli Psicologi della Lombardia — n. 27659.

Ci prendiamo cura delle persone, del territorio e dell'ambiente. Scopri la Green Policy