Psicologa per bambini e adolescenti a Milano

ADHD: valutazione e presa in carico a Milano

Di ADHD oggi si parla ovunque: nei colloqui a scuola, nei social, negli articoli che i genitori leggono di notte cercando risposte. La sigla è diventata familiare, ma proprio per questo rischia di arrivare in studio già carica di conclusioni: «è sicuramente ADHD», oppure «sono solo capricci». Il mio lavoro comincia esattamente lì, nel mettere ordine.

Mettere ordine è una cosa che si impara: io l'ho imparata in un reparto ospedaliero, dentro un progetto dedicato proprio all'ADHD, e più sotto racconto quel metodo. Qui trovate come si svolge una valutazione nella sede di Piazza Emilia 5, che cosa succede dopo e che ruolo hanno genitori e insegnanti.

Che cosa mi ha insegnato il Policlinico

In un progetto ospedaliero dedicato all'ADHD si impara prima di tutto il metodo: nessuna diagnosi nasce da un singolo colloquio o da un questionario compilato in fretta. Si osserva il bambino in situazioni diverse, si ascoltano genitori e insegnanti, si usano strumenti standardizzati e si confrontano i punti di vista dell'équipe. E si impara una seconda cosa, meno tecnica: una famiglia che riceve una diagnosi ha bisogno di capire che cosa cambia nella vita di tutti i giorni, non solo di un'etichetta corretta. Sono i due criteri con cui lavoro anche in studio.

Che cosa ha di particolare una valutazione per l'ADHD

L'ossatura delle mie valutazioni, dai colloqui iniziali alla restituzione, è descritta nella pagina dedicata alla <a href="/valutazione-eta-evolutiva/">valutazione psicologica e neuropsicologica</a>. Quando il sospetto è l'ADHD, però, alcuni passaggi diventano il cuore del lavoro:

  • L'osservazione in più contesti: l'ADHD, per definizione, non è mai un problema solo «di casa» o solo «di scuola». Se la difficoltà compare in un ambiente soltanto, la pista è probabilmente un'altra.
  • Il peso della voce degli insegnanti: i questionari compilati a scuola contano qui più che in qualunque altra valutazione, perché la classe è il luogo dove attenzione e autocontrollo vengono messi alla prova ogni giorno.
  • La diagnosi differenziale: prima di dire ADHD bisogna escludere ciò che gli somiglia, come un'ansia che agita, un apprendimento che affatica, un sonno che manca. È il passaggio in cui una valutazione ampia fa la differenza.
  • Il raccordo con la neuropsichiatria infantile: quando serve anche un inquadramento medico, il confronto con i neuropsichiatri della sede avviene senza che la famiglia debba ricominciare da capo altrove.

Dopo la valutazione: il percorso

La diagnosi, quando c'è, è un punto di partenza. Il percorso si costruisce su tre piani che procedono insieme:

  • Con il bambino o il ragazzo: un lavoro su autoregolazione, organizzazione e autostima, perché anni di rimproveri lasciano spesso il segno più dei sintomi.
  • Con i genitori: strategie concrete per le situazioni che a casa si ripetono uguali, dai compiti del pomeriggio alle uscite, perché ciò che funziona in studio deve funzionare soprattutto fuori.
  • Con la scuola: con il consenso della famiglia, un confronto con gli insegnanti aiuta a tradurre la valutazione in accorgimenti utili in classe.

ADHD e il resto

L'ADHD raramente viaggia da solo: difficoltà di apprendimento, ansia, fatiche nel comportamento possono accompagnarlo o confondersi con lui. È uno dei motivi per cui la valutazione deve essere ampia, non a senso unico. Quando emergono difficoltà specifiche di lettura, scrittura o calcolo, il riferimento è l'équipe DSA dello Studio:

  • disturbispecificiapprendimento.it: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia spiegate alle famiglie, con il percorso di valutazione dell'équipe dello Studio.
Valutazione neuropsicologicaADHDDSA

Un dubbio sull'attenzione o sull'iperattività di un figlio merita una risposta seria, non una conclusione affrettata in nessuna delle due direzioni. Cominciare è meno impegnativo di quanto sembri: un colloquio, i dubbi sul tavolo, e la decisione se avviare o no una valutazione la prendiamo insieme.

Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'équipe della sede di Milano:

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Revisione clinica del 17 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Maria Teresa Cusumano - Ordine degli Psicologi della Lombardia — n. 27659.

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