Psicologa per bambini e adolescenti a Milano

Difficoltà di comportamento e regolazione emotiva

Prima di arrivare da uno psicologo, un comportamento difficile ha spesso già ricevuto molte spiegazioni: "sono capricci", "ha un carattere difficile", "è solo una fase", "servono regole più severe" oppure "siamo stati troppo permissivi". Sono interpretazioni comprensibili, ma raramente aiutano a capire davvero che cosa sta succedendo. E, spesso, queste etichette arrivano in Studio ancora prima del bambino.

Il punto di partenza della dott.ssa Cusumano è diverso. Ogni comportamento, anche quello più difficile da gestire, rappresenta un tentativo di comunicare un bisogno, un'emozione o una difficoltà che il bambino non riesce ancora a esprimere in modo diverso. Comprenderne il significato permette di intervenire non solo sul comportamento, ma anche su ciò che lo genera, aiutando il bambino e la sua famiglia a costruire modalità più efficaci per affrontare le difficoltà quotidiane.

Che cosa guarda per primo

Un comportamento può avere origini molto diverse. Due bambini che manifestano la stessa crisi di rabbia possono avere bisogni completamente differenti: difficoltà nella regolazione emotiva, ansia, impulsività, una condizione del neurosviluppo come l'ADHD, un momento di particolare fatica o, più spesso, l'intreccio di diversi fattori.

Per questo motivo il primo obiettivo non è modificare il comportamento, ma comprenderne il significato. Il percorso inizia con colloqui con i genitori, incontri con il bambino e, quando indicato, con una valutazione più approfondita. Solo comprendendo che cosa mantiene quel comportamento è possibile costruire un intervento realmente efficace.

La fase iniziale permette di comprendere:

  • Quando e in quali situazioni il comportamento si manifesta;
  • Quali emozioni, bisogni o difficoltà possono esserne all'origine;
  • Quali fattori familiari, scolastici o ambientali influenzano il problema;
  • Quali strategie sono già state utilizzate e con quali risultati;
  • Quale percorso possa essere più utile per il bambino e per la sua famiglia.

Intervenire solo sul comportamento rischia di risolvere il sintomo, ma non il problema. Per questo il primo passo è sempre capire che cosa quel comportamento sta comunicando.

Il lavoro con il bambino

Quando si avvia un percorso di sostegno, l'obiettivo non è semplicemente ridurre i comportamenti problematici, ma aiutare il bambino a sviluppare le competenze che ancora gli mancano per affrontare determinate situazioni. Dietro una crisi di rabbia, un'opposizione continua o un comportamento impulsivo si nascondono spesso difficoltà nel riconoscere le emozioni, tollerare la frustrazione, esprimere i propri bisogni o trovare strategie alternative per affrontare ciò che accade.

Con i bambini più piccoli il lavoro passa principalmente attraverso il gioco, il disegno e attività pensate per la loro età; con i ragazzi viene dato maggiore spazio al confronto e all'analisi delle situazioni che vivono ogni giorno, a scuola, in famiglia e con i coetanei.

Il percorso può aiutare il bambino o il ragazzo a:

  • Riconoscere e comprendere le proprie emozioni;
  • Individuare i segnali che precedono una crisi o un comportamento impulsivo;
  • Esprimere bisogni e stati d'animo in modo più efficace;
  • Sviluppare strategie per gestire rabbia, frustrazione e impulsività;
  • Sperimentare modalità più funzionali di relazione con adulti e coetanei.

Quando cambiano le competenze del bambino, il comportamento cambia di conseguenza. Per questo il lavoro non si concentra sul sintomo, ma sulle capacità che possono renderlo meno necessario.

Il lavoro con i genitori

Molti dei comportamenti che preoccupano maggiormente le famiglie si manifestano nella quotidianità: durante i compiti, all'ora di andare a letto, al momento di spegnere uno schermo o quando viene posto un limite. Per questo il lavoro con i genitori rappresenta una parte stabile del percorso.

Attraverso il racconto delle situazioni che si ripetono più frequentemente, vengono analizzate le dinamiche che mantengono il comportamento e individuate strategie pratiche da sperimentare nella vita di tutti i giorni. L'obiettivo non è cambiare tutto insieme, ma introdurre piccoli cambiamenti concreti che, ripetuti con continuità, possano favorire un equilibrio diverso all'interno della famiglia.

Il percorso con i genitori può aiutare a:

  • Comprendere che cosa mantiene il comportamento nel tempo;
  • Preparare in modo diverso le situazioni più critiche della giornata;
  • Gestire con maggiore efficacia i momenti di crisi;
  • Riconoscere quali strategie favoriscono il cambiamento e quali, involontariamente, alimentano il problema;
  • costruire modalità educative più coerenti e condivise.
  • Per chi desidera un percorso di consulenza dedicato al proprio ruolo di genitore, lo Studio ha un sito e un servizio specifici: psicologogenitori.it, attivo anche nella sede di Milano.

I cambiamenti più efficaci non sono quelli più radicali, ma quelli che la famiglia riesce a mantenere nel tempo. Anche modificare una sola situazione della giornata può produrre effetti importanti sull'equilibrio complessivo.

Quando il corpo c'entra

Nei bambini più piccoli, le difficoltà di regolazione non passano solo dalle emozioni, ma coinvolgono spesso anche il corpo. Alcuni bambini faticano a modulare l'attivazione, tollerare determinate stimolazioni sensoriali, controllare il movimento o adattarsi ai cambiamenti della routine. In questi casi il percorso psicologico può essere affiancato da un intervento di terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, costruito in modo integrato all'interno della stessa équipe.

Presso lo Studio questo lavoro è svolto dalla dott.ssa Eleonora Agosti, terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, in costante collaborazione con gli altri professionisti coinvolti nel percorso.

L'intervento neuropsicomotorio può essere indicato quando sono presenti:

  • Difficoltà nella regolazione emotiva attraverso il corpo;
  • Impulsività o marcata irrequietezza motoria;
  • Difficoltà nella modulazione sensoriale;
  • Fatica nella pianificazione motoria o nella coordinazione;
  • Bisogno di un intervento integrato con il percorso psicologico.
  • psicomotricista-milano.it: il sito della dott.ssa Agosti, neuropsicomotricista nella sede di Piazza Emilia 5.

Nei bambini più piccoli mente e corpo non sono due aspetti separati. Quando le difficoltà coinvolgono entrambi, un intervento integrato permette di costruire un percorso più completo e coerente.

Dietro un comportamento difficile c'è quasi sempre una difficoltà che il bambino non riesce ancora a esprimere in altro modo. Comprenderla è il primo passo per aiutare lui e la sua famiglia a ritrovare un equilibrio più sereno.

Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'equipe della sede di Milano:

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Gli altri disturbi

Revisione clinica del 6 agosto 2026 a cura della Dott.ssa Maria Teresa Cusumano, psicologa - Ordine degli Psicologi della Lombardia - n. 27659.

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