Come lavora con bambini, adolescenti e famiglie
Iniziare un percorso psicologico significa entrare in qualcosa di nuovo, ed è normale avere domande su come si svolgeranno gli incontri, quale sarà il ruolo dei genitori e che cosa aspettarsi. Per questo motivo è importante sapere fin dall'inizio come si lavora. In questa pagina trovi una panoramica del metodo della dott.ssa Cusumano, dal primo contatto alla costruzione del percorso più adatto per il bambino e la sua famiglia.
«E a lui che cosa gli diciamo?»
È una delle domande che la dott.ssa Cusumano riceve più spesso prima del primo appuntamento. La risposta è semplice: la verità, spiegata con parole adatte all'età del bambino.
Non è necessario inventare una scusa o trasformare l'incontro in una sorpresa. È sufficiente spiegare che si andrà da una persona che aiuta i bambini e i ragazzi quando stanno attraversando una difficoltà o quando c'è qualcosa che insieme si vuole capire meglio. I bambini, nella maggior parte dei casi, affrontano serenamente ciò che viene raccontato con chiarezza e naturalezza; è l'incertezza, più che la verità, a generare preoccupazione.
Con gli adolescenti è ancora più importante coinvolgerli nel percorso fin dall'inizio. Chiedere il loro punto di vista, spiegare il motivo dell'incontro e ascoltare eventuali dubbi permette spesso di arrivare al primo colloquio con maggiore disponibilità e fiducia.
Prima del primo incontro è utile:
- Spiegare con semplicità dove si andrà e perché;
- Utilizzare parole adatte all'età del bambino o del ragazzo;
- Lasciare spazio a domande, dubbi o curiosità;
- Evitare promesse o spiegazioni poco realistiche;
- Trasmettere l'idea che il colloquio è uno spazio di aiuto, non un esame né un giudizio.
Non è necessario preparare un discorso perfetto. Bastano poche parole sincere, dette con tranquillità e senza trasformare l'incontro in qualcosa da temere.
Quanto dura un percorso
Non esiste una durata uguale per tutti. Ogni bambino, ogni famiglia e ogni difficoltà richiedono tempi diversi. Questo, però, non significa che il percorso proceda senza una direzione.
Dopo la fase iniziale viene sempre condiviso un progetto di lavoro con obiettivi chiari e un orizzonte temporale definito. A intervalli regolari vengono programmati momenti di verifica per osservare insieme i cambiamenti, valutare ciò che sta funzionando, ridefinire gli obiettivi oppure concludere il percorso quando non è più necessario.
L'obiettivo non è prolungare gli incontri, ma offrire il supporto di cui il bambino e la sua famiglia hanno realmente bisogno, per il tempo necessario.
Durante il percorso vengono condivisi:
- Gli obiettivi del lavoro fin dalle prime fasi;
- Una proposta orientativa sul numero di incontri iniziali;
- Momenti di verifica programmati insieme alla famiglia;
- Eventuali modifiche del percorso in base ai cambiamenti osservati;
- La conclusione del percorso quando gli obiettivi sono stati raggiunti.
La verifica fa parte del percorso quanto gli incontri stessi. Fermarsi periodicamente a chiedersi "ci sta ancora aiutando?" è un modo per lavorare con trasparenza e nel migliore interesse della famiglia.
La riservatezza, anche con gli adolescenti
Con gli adolescenti la fiducia si costruisce anche attraverso la riservatezza. Perché un ragazzo possa parlare liberamente, ha bisogno di sapere che lo spazio del colloquio gli appartiene e che ciò che condivide verrà trattato con rispetto.
Questo non significa escludere i genitori dal percorso. Al contrario, la famiglia continua a essere coinvolta negli aspetti importanti, negli obiettivi del lavoro e nelle decisioni che riguardano il percorso. L'equilibrio tra il diritto alla riservatezza del ragazzo e il coinvolgimento dei genitori viene spiegato con chiarezza fin dall'inizio, così che ciascuno sappia quale sarà il proprio ruolo.
Fin dal primo incontro viene condiviso:
- Come funziona la riservatezza nei colloqui con gli adolescenti;
- Quali informazioni restano nello spazio terapeutico e quali, invece, vengono condivise con la famiglia;
- Il ruolo dei genitori nel percorso;
- Le modalità con cui vengono affrontate le decisioni importanti;
- Le situazioni in cui, per tutelare il ragazzo, è necessario coinvolgere i genitori.
Fiducia e collaborazione non sono in contrasto. Un buon percorso tutela lo spazio dell'adolescente senza perdere il coinvolgimento della famiglia.
Che cosa succede quando dice «mi confronto con i colleghi»
Lavorare in équipe significa poter costruire un percorso davvero integrato. Se durante gli incontri emerge la necessità di una competenza diversa, la dott.ssa Cusumano si confronta con il professionista più indicato e condivide con la famiglia la proposta di un eventuale approfondimento.
Ogni passaggio viene spiegato con chiarezza: chi incontreranno, perché quell'incontro può essere utile e quali informazioni sono già state condivise tra i professionisti. In questo modo la famiglia non deve ricominciare ogni volta dal racconto della propria storia e il percorso mantiene continuità.
In alcuni casi è sufficiente un confronto specialistico; in altri nasce una presa in carico condivisa, nella quale i diversi professionisti collaborano mantenendo obiettivi comuni.
Quando è necessario coinvolgere un altro professionista:
- Il motivo dell'invio viene spiegato e condiviso con la famiglia;
- Il confronto avviene con i professionisti dell'équipe dello Studio;
- Le informazioni cliniche rilevanti vengono condivise tra i colleghi, con il consenso della famiglia;
- Il percorso rimane coordinato, evitando valutazioni o interventi scollegati;
- Il bambino e i genitori continuano ad avere punti di riferimento chiari durante tutto il percorso.
Lavorare in équipe non significa vedere più professionisti separatamente, ma costruire un unico percorso, nel quale ciascuno contribuisce con le proprie competenze senza perdere una visione condivisa del bambino.
Molte famiglie raccontano che la parte più difficile è stata decidere di scrivere o chiedere un primo appuntamento. Tutto quello che viene dopo è un percorso costruito insieme, un passo alla volta.
Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'equipe della sede di Milano:
PrenotaRevisione clinica del 6 agosto 2026 a cura della Dott.ssa Maria Teresa Cusumano, psicologa - Ordine degli Psicologi della Lombardia - n. 27659.